venerdì 22 Settembre 2023

Al Senato Question Time del ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.

Etichettatura europea dei prodotti vinicoli, Question Time del ministro Lollobrigida

Interrogazione a risposta immediata sull’etichettatura europea dei prodotti vinicoli: Signor Presidente, onorevoli Senatori,Grazie Presidente Centinaio, grazie ai colleghi del gruppo di Fratelli d’Italia, al primo firmatario Senatore De Carlo, per aver sottoposto all’attenzione del Governo, attraverso questa interrogazione, un tema che riteniamo fondamentale, la tutela della qualità dei nostri prodotti che viene messa in discussione, è stato ben descritto quello che è il quadro nel quale ci troviamo.La nostra posizione è netta: qualsiasi etichettatura che preveda uno stigma sugli effetti del vino per la salute umana è inaccettabile.Abbiamo l’impressione che chi lo propone nasconda, dietro l’alto richiamo alla tutela della salute umana, un più pratico intento a impedire ai prodotti di eccellenza italiani, qual è il vino, di affermarsi sul proprio mercato. Parliamo, infatti, di un complesso di obblighi per la creazione di una etichettatura specifica per i prodotti destinati al mercato irlandese che potrebbe portare le nostre aziende ad abbandonare quel mercato o dissuadere gli operatori dal farvi ingresso.

Rammento che tutte le misure che impediscono direttamente o indirettamente gli scambi presenti o potenziali all’interno dell’Unione europea sono restrizioni vietate dai Trattati dell’Unione europea.
È per questo motivo che insieme al Vice Presidente del Consiglio Tajani, che ha subito sposato la nostra posizione, il 12 gennaio abbiamo inviato una lettera al commissario europeo al Mercato interno Breton denunciando gli effetti distorsivi per il mercato di simili previsioni normative.Non è solo, però, la tutela del mercato che ci interessa, perché è nostra intenzione ristabilire la verità: la misura irlandese non è giustificata da alcuna evidenza scientifica ed è vero, invece, che i rischi per la salute dei consumatori, termine pessimo, delle persone, dipendono dalle modalità di consumo, dal regime alimentare e dallo stile di vita.
È una verità che si sposa con gli insegnamenti che abbiamo ricevuto e che noi riversiamo ai nostri figli, ovvero che è l’abuso di un alimento che reca pregiudizio alla salute, non certo il consumo moderato. 
Vale naturalmente per il vino, ma anche per qualsiasi altro alimento tra quelli ampiamente presenti anche nella dieta dei Paesi nordici.

Per queste ragioni è mia intenzione promuovere una serie di iniziative di studio, insieme al Ministro della Salute, che mi ha dato ampia disponibilità, sugli effetti del consumo degli alimenti, coinvolgendo i migliori studiosi del nostro Paese, alcuni dei quali, peraltro, hanno già espresso ampiamente le loro considerazioni, supportate scientificamente in tal senso.
Informo inoltre che abbiamo parlato ed aperto un canale diplomatico con gli omologhi di Francia e Spagna, danneggiati anche loro da questo tipo di indicazione, per proporre azioni condivise allo scopo di ribadire la la necessità di lavorare sulla distinzione tra consumo responsabile ed abuso di alcool, che va ovviamente contrastato. In quest’ottica, lunedì prossimo, nel contesto della riunione Agrifish incontrerò il Ministro dell’agricoltura irlandese al quale esporrò le nostre ragioni fiducioso di ritrovare i punti di condivisione e superare la diversità di vedute. Lo aiuterò anche regalandogli una bottiglia di vino, in modo che possa constatare che non abbiamo nessuna intenzione di danneggiargli la salute.

Non accetteremo mai sistemi di etichettature degli alimenti che, come il Nutriscore, producono effetti discriminatori verso le eccellenze alimentari, e noi siamo tra i produttori di eccellenze alimentari, alterando il mercato e condizionando le persone, che vengono definite consumatori finali, ma che noi riteniamo invece detentori della possibilità di scegliere tra prodotti di qualità, in nome di una informazione corretta e approfondita che intendiamo dargli senza danneggiare le economie e le imprese che a questo sono collegate e che invece vanno difese proprio difendendo la capacità di discernimento che deve essere garantita alle persone, ai cittadini di tutta Europa e del Mondo alle quali offriamo attraverso i nostri prodotti non solo eccellenze, ma anche potenziali fattori di benessere”.

 

 

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